"Correre per mangiare o mangiare per correre?"

Non c’è alcun dubbio, alla ottima abitudine di dedicare del tempo ad una attività sportiva, garante oltre che di un stato di forma anche e a volte soprattutto di una sorta di svago mentale, bisogna associare un regime alimentare adeguato all’impegno che si è scelto, ma non viceversa.

Mi capita frequentemente, dopo una piacevole e non poco impegnativa corsetta in compagnia, di ascoltare frasi simpatiche, del tipo”…e mo’ ce putimme magna’ a’ lasagna!”;

Non c’è dubbio che il consumo di calorie, di nutrienti e liquidi, fisiologicamente secondario ad un impegno fisico, deve indurre una maggiore attenzione al tipo di regime alimentare, apportando modifiche parziali, ma sostanziali, a quello in atto; in quest’ottica parlerei di adattamento del regime alimentare, diverso per i vari gradi di impegno fisico che si affronta: in pratica si va da una modica implementazione per il principiante/amatore, fino a una mirata integrazione per l’atleta di livello, il tutto rapportato ad un soggetto sedentario, che comunque dovrà rispettare un regime alimentare sano, equilibrato ma soprattutto ben distribuito nell’arco della giornata…ma da qui allo sbafo indiscriminato c’è una bella differenza!

Del resto chi degli amici podisti principianti/amatori, nonostante i tanti chilometri macinati in una settimana, le tabelle scrupolosamente osservate anche a costo di alzarsi all’alba, con freddo e pioggia,  può ritenersi in un ottimale stato di composizione corporea, intesa, quest’ultima, come buona/ottimale proporzione tra massa grassa (basta osservare il nostro girovita! ), massa magra (intesa, soprattutto, come massa muscolare…dove sono i bicipiti i pettorali , i deltoidi etc…?) e distribuzione dei liquidi corporei (ci idratiamo a sufficienza?).

Dalle mie modeste e marginali osservazioni, pochissimi di quelli con cui ho il privilegio di correre (me compreso) può ritenersi in queste condizioni fisiche ottimali. Ma, ci si è mai soffermati a pensare quanto, in termini di prestazione, forza, recupero, ognuno di noi, potenzialmente, potrebbe acquistare da un regime alimentare più mirato e consono ai ritmi imposti al proprio organismo da un’attività sportiva (che si aggiunge al lavoro, alla famiglia, allo scarso riposo, etc…)?

In pratica si tratta di far girare un motore (il nostro organismo) a pieno regime di giri, rispetto alla sua cilindrata, e non, come spesso accade, a un regime di sfumato “fuorigiri”, che non dando nessun palese segnale di disagio fisico, ci induce a credere di essere in una (pseudo)condizione di ottimale stato di forma, e questo, solo perché corriamo, si fa attività fisica...

E allora, quali sono gli errori, almeno i più grossolani, che commettiamo? Dove bisogna porre maggior attenzione?

La regola generale è: l’attività fisica, nel nostro caso la corsa, non è la chiave che ci permette di mangiare indiscriminatamente e abbondantemente di tutto, è questo, soprattutto, se siamo non più giovanissimi e in una fascia di attività sportiva principiante /amatore.

In linea di massima, è consigliabile porre massima attenzione al consumo di cibi ricchi: in zuccheri semplici e raffinati (dolciumi, pane bianco, pasta di semola, bevande dolcificate e gasate ect…) in grassi saturi (carne rossa, formaggi, insaccati, fritti, dolciumi farciti creme e panna etc…) e con conservanti e sale (cibi confezionati e inscatolati), agli alcolici e superalcolici… certo è, che la nostra alimentazione quotidiana, è tutto, ma non certamente povera di tali alimenti!!!

E la corsa, da sola, può, secondo voi, tamponare “l’abuso” che si può fare di queste sostanze? Ovviamente, il discorso vale sia per l’eccesso, sia per il difetto nel consumo e distribuzione degli alimenti…e allora, in termini pratici, il mio modesto consiglio è di non privarsi di nulla ma con massima attenzione alla quantità e alla qualità dei cibi che vanno, soprattutto, distribuiti oculatamente nell’arco della giornata.

Un’ ultima, ma non secondaria raccomandazione, riguarda l’idratazione, ebbene, si ponga massima attenzione al consumo di acqua (almeno 12/15 bicchieri di acqua al giorno) di frutta e verdure (che apportano, oltre i liquidi, anche elettroliti e zuccheri a basso indice glicemico), in quanto il nostro corpo è composto di massa magra, di massa grassa ma soprattutto di acqua (60/70% del peso corporeo).

In calce a questo mia rubrica, in maniera provocatoria, allego una interessante tabella, apparentemente non pertinente al tema trattato, ma se la si associa alla nostre attuali abitudini alimentari, all’età, all’attività lavorativa e quanto altro, potrebbe indurre quella giusta riflessione su come rispondere alla domanda iniziale: mangiare per correre o correre per mangiare?

Penso e spero di indurre una “sana” risposta univoca in tutti gli amici lettori di questa mia rubrica…grazie.  

contatto Dott. Giuseppe Tomasino