Un problema sottostimato dallo sportivo: l’anemia secondaria a carenza di ferro

Frequentemente nello sport può instaurarsi una carenza di ferro fino a determinare un quadro di anemia, cosiddetta anemia sideropenica (anemia: carenza di emoglobina nel sangue con consequenziale diminuzione del trasporto di ossigeno ai tessuti dell’organismo; sideropenica: da carenza di ferro).

Nel panorama delle attività sportive, la corsa di fondo, può facilmente associarsi ad una condizione di anemia dovuta ad una carenza di ferro; tale carenza  si giustifica con le seguenti cause, facilmente  presenti nel podista:

  • Inadeguato apporto (dieta carenziale),
  • Cattivo assorbimento (patologie del tratto intestinale, aumentata acidità gastrica),
  • Aumento delle perdite (gastrointestinali, in seguito ai traumi subiti dalla pareti intestinali durate l’azione di corsa e dal minor apporto di sangue all’intestino; urinarie; cutanee; mestruali).

L’anemia comporta, come si desume logicamente dalla suddetta definizione, una riduzione del maggior trasportatore di ossigeno nel nostro organismo (emoglobina) con consequenziale riduzione delle capacità prestative dell’atleta. In particolare si paleserà una generica riduzione della forza con progressivo deficit della potenza e della resistenza aerobica.

Questa proteina cosi importante (emoglobina) ha nel ferro un fattore fondamentale ed insostituibile. Una dieta equilibrata vede un apporto di ferro di 12-16 mg/al giorno (circa 6-7 mg di ferro ogni 1000 Kcal) ma questo varia in base all’età al sesso, all’attività fisica etc…e in particolare in un atleta di fondo si può arrivare anche ad apporti di 17-23 mg/al giorno.

Il ferro, in tutte le sue forme, si trova nella carne, nel pesce, (discreto assorbimento) nei vegetali, nella frutta, nei cereali e nelle uova (scarso assorbimento). La theina, la caffeina e le fibre ne riducono l’assorbimento , mentre la vit. C ne aumenta l’assorbimento e la funzione. Il ferro si trova immagazzinato principalmente nel fegato sotto forma di ferritina.

Quando integrare

Se i valori di sideremia, ferritinemia e transferrinemia rientrano nella norma è inutile assumere ferro per correggere un quadro di anemia anche lieve, in quanto, negli atleti che praticano sport di resistenza ci può essere nell’emocromo, fisiologicamente, un calo di quei fattori, determinanti per la definizione di anemia, quali, l’emoglobina (il complesso proteico contenuto nel globulo rosso deputato al trasporto di ossigeno) e l’ematocrito (la percentuale del volume del sangue occupata dalla componente cellulare (globuli rossi, globuli bianchi etc…).

In conclusione, si ripropone, per l’amatore, l’invito a un’attività fisica ben relazionata all’età , al sesso e agli impegni di vita e a mantenere una alimentazione sana, varia ed equilibrata, con una modica implementazione di alcuni macronutrienti in quei momenti di maggior stress psico-fisico, come allenamenti e gare, e laddove non si riesce con la sola dieta,  come nell’atleta a 360 gradi, ricorrere al supporto mirato di alcuni integratori…ma questa è un’altra storia.

Buona corsa a tutti.       

Dr Giuseppe Tomasino 

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