Vitamina D e Sport

VITAMINA D e SPORT 

Cari lettori, prendo spunto, o meglio, mi riallaccio ad una mia recente rubrica sui micronutrienti (vitamine e minerali), nella parte finale della quale, ho introdotto un argomento che mi affascina particolarmente, per attualità e per il fiorire di numerosi studi a riguardo: la vitamina D e il suo ruolo nell’attività fisica.

Bene , nel corso della suddetta rubrica, sono riuscito, appena, ad introdurre l’argomento, pertanto mi sono riproposto questo spazio per cercare di sviscerarlo con voi, in maniera un po’ più estesa e, spero, organica .

La vitamina D,  è una delle vitamine, insieme alla A, E e K, cosi dette  liposolubili, in quanto si accumulano nel tessuto adiposo, e come le altre, necessaria al nostro organismo; è detta anche “vitamina del sole”, in quanto si produce, in massima parte, in seguito all’esposizione della cute alla luce solare, infatti,  il tutto ha inizio con l’azione del sole sulla pelle e prosegue in due organi, il fegato e il rene, dove viene definitivamente trasformata nella sua forma attiva , questo per il 90%, il restante 5/10% viene fuori , invece, dall’apporto alimentare della stessa, grazie al consumo di cibi che ne sono particolarmente ricchi, quali il fegato, l’olio di fegato di merluzzo, pesci grassi, tipo salmone e sardine, uova, latte e derivati, in particolare il burro. 

Questa vitamina considerata, oggi, in ragione delle sue molteplici funzioni su organi e tessuti, un ormone a tutti gli effetti, svolge un ruolo regolatore in diversi processi organici, che vanno dal metabolismo osseo-muscolare, al  metabolismo degli zuccheri,  alla protezione cardiovascolare e tumorale, fino alla modulazione e prevenzione dell’infiammazione; in ragione di ciò si è aperto anche un filone di studio e ricerca che si è concentrato sul probabile ruolo svolto dalla stessa sulle strutture organiche durante la prestazione fisica e,  più squisitamente, durante quella sportiva.

Riguardo la prestazione fisica sembra convincente un ruolo di primo piano di questa molecola a sostegno delle strutture muscolari ed ossee, infatti, i soggetti francamente carenziali, che svolgono una regolare attività fisica, incorrono in un indebolimento della struttura muscolare e della trama ossea, di contro, gli stessi soggetti che hanno risolto il proprio stato carenziale , con adeguata esposizione al sole , alimentazione o supplementazione, tendono ad un miglioramento della struttura muscolare e di quella ossea, allontanando la possibilità  di una tendenziale predisposizione all’ affaticamento muscolare e all’insorgenza di stress strutturali ossei, preludio, quest’ultimi, a possibili traumi fratturativi; inoltre, per il ristabilirsi della suddetta azione regolatrice sui processi infiammatori, una sufficiente presenza di vitamina D svolge un ruolo obbiettivamente favorevole nella prevenzione degli infortuni e nel recupero degli stessi. 

Recentemente, riguardo la sfera sportiva, ho avuto modo di apprezzare un articolo apparso su una rivista specializzata, che riportava i dati di un’esperienza fatta su atleti professionisti (calciatori di serie A), che evidenziavano come la integrazione e la risoluzione della carenza di vitamina D accertata, attenzione, però,  no l’uso indiscriminato e a priori della stessa, ma solo il ripristino delle carenza, fornisse la possibilità di migliorare la performance muscolare e ossea degli stessi e la prevenzione o il recupero degli infortuni.

In particolare, anche per i podisti, che ne sono carenti o addirittura ai limiti della sufficienza,  può manifestarsi una maggiore predisposizione all’insorgenza di uno stato infiammatorio e, di conseguenza, maggiore incidenza degli infortuni ad esso correlato.

In pratica, si è sulla strada di consigliare, a chi pratica attività fisica e non solo, di arricchire, lo screening di controllo bioumorale periodico, con un dosaggio ematico della vitamina D ,  questo, possibilmente e per ovvi motivi, tre volte l’anno (fine estate, durante l’inverno e in primavera), e di integrare l’eventuale carenza (previo alimentazione o integratori mirati) in base a tabelle di cut-off recentemente stilate; a tal proposito, permettetemi una parentesi riguardo l’uso dell’integrazione di micronutrienti in genere (vitamine e minerali), è buona regola farne uso dopo aver consultato uno specialista del settore e, solo dopo che si è dimostrata, laddove è possibile, una evidente tendenza carenziale, non correggibile, in primis, con un asseto nutrizionale adeguato. 

Bene , sono giunto alla fine di questa mia breve e, spero, chiara disamina,  sempre con il modestissimo intendo di allargare gli orizzonti di tutte quelle persone, sedentarie o sportive, che sono attente alla propria alimentazione e allo stato di benessere del proprio organismo e che ritengono, la stessa, primum movens di tutto ciò che facciamo, dalla semplice, ma salutare camminata, fino all’attività sportiva impegnativa, ricordando, sempre, che “noi siamo quello che mangiamo….”                                       

 Dott. Giuseppe Tomasino