Gaggiano 2010 - a Milano non fa freddo

 

Mi approprio del titolo di un romanzo di Giuseppe Marotta per sintetizzare la trasferta lombarda della compagine Ermes che anche quest’anno si è presentata numerosa all’appuntamento di  Gaggiano dove si sono assegnati i titoli italiani di Aquathlon.

Privi o quasi di tifosi ben 10 atleti hanno raggiunto le sponde dell’introvabile laghetto di Zibido S. Giacomo e zitti zitti si sono riportati a casa un argento di categoria, migliorando il bronzo conquistato lo scorso anno. Baciati anche quest’anno da un clima “meridionale” alcuni di loro hanno bissato presenza (E PREMI) anche il giorno successivo partecipando al triathlon sprint valevole anche per il circuito nazionale a squadre.

Il “racconto” comincia  giovedì quando Antonio D’ambrosio e Manuela De Vito, reduci dai fasti pugliesi raggiungono Giuliano Trematerra in terra ciociara. La cena presso il ristorante “del Piglio Agonistico” (casa mia) fa da preludio ad un viaggio veloce e rilassante che il venerdì li porta in quel di Binasco, in tempo per una sgambata ciclistica fra risaie, risate e zanzare in una incantevole ed afosa bassa Milanese. Ben altro tono pare abbia avuto il lungo viaggio di coloro che sono partiti da Napoli. Il presidente Luigi Mastriani, l’M5 Salvatore Barbieri, Gennaro di Marino, Daria Verde e l’amico, ospite e carissimo avversario del “Gabbiano triathlon” Antonio Fimiani hanno dovuto affrontare mezzi collassi di Salvatore, le acrobatiche contorsioni di Daria e i massaggi sedativi dello shiatsuca Antonio. Il già provato gruppo ha patito ininterrottamente le delizie vocali del presidente che, con il suo cavallo di battaglia “bombola di Gas”, ha reso il viaggio “indimenticabile” per tutti. Raggiungono a breve distanza il novello Vincenzo Milone e compagna. Chiudono in serata l’onnipresente Enrico Simeoli e l’onnititubante Marina Matrone. Una passeggiata nell’incantevole centro storico di Binasco accompagna tutti, zanzare comprese, al meritato riposo prima del giorno di gara.

La giornata comincia presto con una piccola delegazione che, perdendosi come tradizione almeno due volte, raggiunge il campo gara giusto in tempo per cimentarsi con le carabine messe a disposizione dagli organizzatori per provare la frazione di “tiro” della nuovissima disciplina, il “biaquatlon”.Questa fusione fra Biathlon e Aquatlon prevede una prima frazione di nuoto (100mt), una frazione di tiro (5 colpi) ed una eventuale (certa) frazione di nuoto pari a 25metri x il numero centri falliti. Di solito questa frazione è di 125metri. La Ermes si prenota in blocco per il prossimo appuntamento ma non temete i fucili sono al laser nessuno resterà ferito.La squadra tutta raggiunge in tempo utile il bellissimo comprensorio semisconosciuto sede della “Fresian Team” presso il laghetto artificiale di Zibido S. Giacomo e finalmente si parte.La gara, subito dura per la frazione running sullo sterrato, fa selezione e vittime. Trematerra (io) è il più veloce ad entrare in acqua ed a farsi male, pagherà amaramente tanto agonismo. La frazione nuoto forse disegnata dal Meliota (il patron delle gare pugliesi) è ben oltre i 1000mt. Le somme si tirano all’arrivo. Ermes piazza dignitosamente i suoi uomini in categoria M1, nell’ordine: D’ambrosio (14), Di Marino (18), Milone (21), Trematerra (27), Simeoli (35) ed ultimo di categoria al suo rientro dopo tre anni di assenza forzata il presidente Luigi Mastriani che non nasconde comunque la gioia del ritorno all’agonismo. Il veterano M5 Salvatore Barbieri si deve accontentare del sesto posto di categoria. Fra le donne, come anticipato, la fa da padrone Manuela de Vito che con i miglioramenti avuti sulla corsa fa suo il secondo posto della categoria S3 ARGENTO NAZIONALE 2010, ho detto tutto !!!. Daria Verde e Marina Matrone (bronzo nel 2009), deboli sul nuoto per cause diverse chiudono al quinto posto S2 ed S3. Miglioramenti auspicabili e possibili in acqua porterebbero sicuramente sorprese gradite. Menzione per Antonio Fimiani che conclude la gara nelle retrovie ma allegro come sempre. Il cronometraggio, assolutamente “ridicolo” per un campionato italiano, riporta tempi assurdi sul sito ufficiale e favorisce questa volta la mia avversione a riportarli in articolo pertanto chiudo così la giornata agonistica.Tuttaltro che chiusa è quella turistica perché Binasco in serata ha previsto la sua “notte bianca” Il paese e piccolissimo, la gente molto cordiale e spensierata, noi partecipiamo quasi attivamente con mezzi panini, mezze passeggiate, mezze tammorriate fino a circa mezza-notte. Il tempo per fare gli auguri ai numerosi Antonio ed andiamo a letto in attesa della seconda giornata.

Il Traithlon sprint domenicale vede meno atleti Ermes al via. E’ suddiviso in batterie da 140 atleti Gennaro di Marino, Enrico Simeoli ed Antonio Fimiani (Il Gabbiano) sono nella seconda (start ore 10.00). Antonio ed il sottoscritto nella terza (start ore 13.00). Le donne, Manuela e Marina, attenderanno le ore 16.00 per prendere il via, cosa che sappiamo ci obbligherà a partenza tarda e viaggio stressante. Giunto in bici sul campo gara ho il piacere di vedere Gennaro uscire in quarta posizione dal nuoto ed il dispiacere di vedere Antonio ritirarsi subito per una foratura. Gennaro tiene duro in bici, è nei primi 10, a piedi cede come previsto, terminerà al ventunesimo posto di batteria, Enrico conclude e porta punti alla Ermes. Alle 13 tocca a noi, consapevole dell’ obbligo al ritiro per non aver recuperato dall’infortunio, cerco di aiutare Antonio in qualche modo, usciamo assieme dell’acqua ma io zoppico troppo e mi attardo in zona cambio, il treno giusto è suo. Faccio la mia parte in bici ed al cambio non metto le scarpe da corsa per impedirmi follie. Novello Abebe Bikila copro la piccola distanza che mi separa dalla zona traguardo dove mi attende una intervista dello speaker ed un inaspettato sguardo dispiaciuto di Manuela (o forse era commiserazione) ad ogni modo ho apprezzato entrambi, poi raggiungo i giudici e restituisco il chip.Attendiamo Antonio anche lui infortunato ma più esperto, tanto da chiudere la gara con un crono sicuramente migliore dello scorso anno. Con il 34mo posto di categoria è il migliore dei nostri. Io, anche visti i parziali, so che sarei potuto essere li, peccato.Finale con il botto ? ebbene si, in una Gaggiano che allunga le ombre parte la batteria femminile ed una Manuela avida di successi centra dopo gara accorta il terzo posto di categoria. Ai campioni possiamo fare le critiche, visti i tempi della bici se avesse avuto quel tantino di coraggio ed esperienza che in quella frazione le mancano avrebbe preso il secondo posto ma siamo contentissimi anche così. Marina Matrone, poco allenata, fa la sua gara onesta portando punti alla squadra.Ed proprio questa la forza che ci unisce, essere una squadra, un gruppo di amici a volte anche avversari, a volte anche di altre squadre ma in fondo uniti dalla stessa passione.

 Si giunge quindi all’epilogo del racconto e dell’articolo, lunghissimi, lo so, come lungo è stato il viaggio di ritorno verso casa. Siamo sempre costretti a spostarci moltissimo per praticare questo sport in maniera completa, il rammarico maggiore è che di posti adatti a manifestazioni simili in tutto il sud ce ne sarebbero, eccome.

 Chiudo con i dovuti ringraziamenti e saluti. Innanzitutto alle belle signore e cortesi signori della FRESIAN TEAM che ci hanno accolto con sincera ospitalità, tutti gentilissimi hanno svolto il loro compito in maniera egregia. In generale moltissimi si ricordavano di noi ed hanno continuato ad elogiarci per la lunga trasferta affrontata, personalmente sono stato anche premiato dall’amico speaker con una intervista, da lui ritenuta doverosa dato il mio impegno. Una menzione all’amico Raffaele Buonocore (M3 che pare uno YOUTH) unico atleta della Cannottieri Napoli, che ha sfiorato il podio. Un saluto alla “collega” ELITE Luana Negrini, compagna di sventura, ritiratasi come me a piedi scalzi per evitare le tentazioni. Ed un saluto generale a tutti quei variopinti atleti che hanno colorato il bellissimo prato del parco di Zibido per una due giorni di vero sport ed aggregazione che tanto fa bene al nostro spirito dopo tutti i sacrifici fatti per arrivare ad essere li con gli altri. Arrivederci al prossimo anno alla nostra “Milano del sud”.

Giuliano Trematerra