17 Ottobre 2010: MTB Lago di Fondi – Latina

Questa volta la gara non è un triathlon, un duathlon, un aquathlon ecc., ma una gara di MTB. Appuntamento che, anno dopo anno, dai racconti che mi hanno fatto, ha visto accrescere sempre più la nostra partecipazione.

Lo spirito che ci unisce è sempre lo stesso. Puro divertimento misto ad un pizzico di agonismo con in più la voglia di provare un mezzo ed una specialità che non sempre ci vede protagonisti.

Questa volta il gruppetto è nutrito. Ai soliti noti della Ermes (io, Manù, Giuliano, Gennaro, Daria) si unisco con sommo piacere: il nostro Presidente, Luigi, che con sempre maggior grinta e “a tutto gas” sta ritornando alle gare da atleta; “l’adrenalinico” Maurizio; la “simpaticissima ironwoman” Claudia; il “fortunatissimo” Pino che non so quante volte abbia bucato (nel dopo gara girava la voce di un molto probabile sabotaggio di Maurizio); il simpatico Gianluca, e Emilio. La combriccola però non è sola, ci sono anche gli accompagnatori che, data la nostra fama di disorganizzati-organizzati, hanno un bel da fare. Quindi un ringraziamento va alla “dolcissima” Silvia fornitrice di attillati indumenti e ai “premurosi” Margherita (la presidentessa) e Michele con rispettiva prole che ha reso meno noiosa l’attesa per la premiazione.

Lettore attento noterà che in questo elenco manca una persona. Uno che di solito è a capo dei soliti noti. Sto parlando di Antonio, coinvolto la settimana scorsa in uno spiacevole evento: buona e veloce guarigione.

La gara si svolge lungo il lago e gli argini dei fiumi e canali della piana di Fondi e prevede sia un percorso lungo che corto di circa 36 km completamente pianeggiante. Il ritrovo è fissato alle 9.40 del mattino e ciò spinge ma non costringe la maggior parte di noi a partire il giorno prima e passare una piacevole serata ricca di aneddoti, persone capaci di perdersi non appena oltrepassano l’uscio di casa, abbondante cena, tante risate e per due incoscienti (solo per il freddo) anche il bagno notturno a mare.

L’albergo/club in cui alloggiamo permette a tutti noi, grazia all’aria limpida e con l’aggiunta di una luna amica, di godere dello splendido panorama di Fondi Lido. Le luci di Terracina da una parte e quelle di Sperlonga dall’altra fanno da cornice ai piccoli contorni dell’arcipelago di isole con a capo Ponza. Il giorno dopo, alcuni di noi, prima del ritorno, si soffermeranno sul terrazzo dell’albergo per gustare il lento calar del sole condito dalle descrizioni dei luoghi fatte da Giuliano e dal proprietario della struttura.

Dimenticavo, appena arrivati, ma anche lungo tutto il viaggio le condizioni meteo non erano fra le più felici e promettenti: cielo coperto e pioggia per quasi tutto il giorno notte compresa. Ma la gara è in MTB e ciò ci fa solo sorridere al solo pensiero di ciò che troveremo lungo il percorso. Fortunatamente il giorno dopo ci sarà una splendida giornata di sole.

Come detto il ritrovo è alle 9.40 per la partenza “turistica” distante quasi sette km dalla spunta e dal vero punto di partenza. Tutti decidiamo di affrontare il percorso corto con l’intento iniziale ma confutato di rimanere il più possibile compatti. Il trasferimento avviene con punte superiori ai 40km/h.

Il percorso, pianeggiante, non tecnicamente rilevante, è un alternarsi di diversi tratti alcuni rettilinei, in sterrato, in erba e in terra che la forte pioggia caduta la notte prima ha reso fangosi, scivolosi e ricchi di pozzanghere che hanno reso l’identificazione degli atleti all’arrivo quasi impossibile.

Il via della gara coincide con la spunta avvenuta col passaggio del chip sul tappeto. Il numero consistente di partecipanti fa si che i primi acquistino già un buon vantaggio ma a noi inizialmente non interessa siamo “escursionisti!”. Si cerca di stare tutti insieme ma già dopo poco ci dividiamo in piccoli gruppetti o coppie omogenee.

Inizialmente le difficoltà maggiori non sono date dal percorso ma nel superare chi ci troviamo davanti. Anche se le velocità erano differenti, il susseguirsi di buche e la ricerca da parte di tutti della migliore traiettoria e dalla volontà di conservare la scia di chi ti stava davanti, rendeva il sorpasso non semplice anzi difficoltoso. E’ la mia prima partecipazione ad una gara di questo genere e mi accorgo subito che è tutta un’altra cosa rispetto ad una gara su strada. Non ci si può concedere un attimo di distrazione. La scia conta molto meno e se non si hanno le gambe basta poco per perderla. Confesso che ho staccato solo un paio di volte la mano dal manubrio e non per bere ma solo per cercare di pulire gli occhiali dal fango. In alcuni tratti ne arrivava così tanto che pensavo si fossero messi alcuni dell’organizzazione a buttartene secchiate addosso come a rievocare immagini da vecchi tempi. Un pensiero è andato anche a loro. Il livello di adrenalina è stato un continuo crescendo con due impulsi coincidenti negli istanti in cui ho rischiato d’esser raccolto o pescato, dagli stessi del secchio, da un qualche canale che scorreva di fianco.

All’arrivo è stato tutto un complimentarsi ed uno scattare di foto da usare non per certificare “l’impresa” appena terminata ma solo per immortalare lo stato in cui ci siamo combinati.

Questa volta al dopo gara classico a cui siamo abituati si è aggiunto anche il lavaggio bici e ciclisti.

L’attesa per la premiazione è stata lunga ed estenuante ed una volta saliti sul palco siamo stati accolti anche con i pomodori. Non pensate a male. Non ci sono stati lanciati ma regalati in apposite cassette.

Nota: fra gli assenti ho fatto il solo nome di Antonio perché ci teneva molto a partecipare e da sicuro presente è passato per sua sventura a sicuro assente.

Daniele