Marina di Belvedere 25-26 Giugno 2011 : Vincenti e “Leggeri”

La due giorni di Belvedere marittimo è stato di fatto l’esordio per il Triathlon Calabrese in campo nazionale. Ermes Campania raccoglie l’invito e mette in campo cinque elementi ad onorare questa “prima”. Mi piace rimarcare che anche altre squadre campane, con il medesimo intento, hanno schierato numerosi atleti. Puglia e Sicilia non sono state da meno. La delegazione arancione conta l’immancabile Manù De Vito, il presidente Luigi Mastriani, il piccolo ma non più tanto Antonio Mastriani, il sottoscritto che mai si sarebbe perso un triathlon nella terra dove trascorre le vacanze da oltre 30 anni e la new entry Eddy Festuccia Reatino-Ischitano al suo esordio nella disciplina “tripla”.

Al sabato si tralascia il mare per fare spazio al duathlon dei piccoli, ai grandi un super-sprint promozionale che decidiamo di fare a staffetta. Le competizioni a squadre esaltano sempre la compagine dai body arancio che anche stavolta non si è smentita. Così mentre Antonio Mastriani conquistava il secondo posto della categoria esordienti riducendo un poco il bottino della titanica Kalos Calimera i vecchi si piazzavano secondi assoluti in un crescendo di emozioni. Prima Eddy nei 2000 tiene e limita i danni contro la corazzata Kalos (3 staffette) e  Centro Ester. Poi la mia frazione, abbandonato immediatamente ogni proposito di salvare le gambe ed incalzato da Eddy che, cambiando continuamente posto, mi urlava da ogni angolo tanto da farmi credere di avere un “fan club” a Belvedere Marittimo ho recuperato negli 8km di curve e gimcane (pericolosissime in verità) le posizioni, finendo appena avanti al terzo. Manuela ha chiuso subito il discorso “strappandomi” il pettorale ed uscendo come una furia dalla zona cambio. Nulla la esalta come una gara a squadre, credo che abbia corso i mille metri finali in meno di 4 minuti.  Secondi !! e con una donna (voci dicono “e con Eddy”, ma lui non si offende soprattutto perché le voci sono le sue). Abbracci, schiaffi ed una cenetta nella locale fiera culinaria offertaci dall’impagabile Luigi ci accompagnano al meritato riposo.

Si fa per dire, perché in albergo fra discoteche contigue e il sedare risse fra fidanzati ubriachi il silenzio viene suonato verso le 6 del mattino. Occhiaie e bocca impastata di sonno ci vedono raggiungere il campo gara ancora una volta.

Con una lentezza scoraggiante le gare prendono il via ed anche oggi  Antonio Mastriani  rompe l’egemonia pugliese con un altro secondo posto (togliendosi peraltro la soddisfazione di uscire dall’acqua davanti a tutti). Nell’attesa del nostro turno Eddy pensa bene di sottovalutare una griglia per l’acqua piovana e schiantarsi al suolo con la bici durante la ricognizione del circuito. Constatate le funzioni vitali minime e sostituita la camera d’aria Il tumefatto eroe decide di partire egualmente. Alcuni atleti, tanto per dare un idea del ritardo accumulato, decidono per il meno ambito “super sprint” onde tornare a casa prima. In questa gara dispiace la caduta dalla bici dell’avversario ed amico Errico Perillo, senza conseguenze ma con il ritiro.

Manuela (unica donna in gara anche questa una “prima”) scoraggiata da un circuito ciclistico assurdo e pericolosissimo decide per una gara tranquilla. Io vorrei essere altrove. Anche il presidente si cimenta e tira su il morale … ma lui ha dormito.Il nostro via è con il sole allo “Zenit” ma fin che si nuota non si sente. Macroscopiche prestazioni al nuoto dei  delfini Ermes (Eddy e Manù) che escono nelle prime posizioni, persone fidate, non certo i cronometristi che hanno dato indicazioni spesso inesatte, mi pongono a 40” di ritardo da loro. Il lettore perdonerà la mia autocelebrazione ma credo di aver fatto una  frazione bike da record. Il circuito terribilmente tortuoso, pericoloso e corto (ben 13 giri) ha esaltato le mie doti di agilità tanto da farmi risalire a ridosso dei primi per poi chiudere dopo una buona e bollente frazione di corsa al 5° posto assoluto e 1° di categoria. Il resto della compagine “pare” abbia gradito così tanto il percorso da fare anche il 14° giro. Cosa poco influente per Manuela, comunque prima assoluta, ed Eddy, che puntava solo a chiudere la gara anche prima dell’infortunio, ma che ha relegato Luigi Mastriani ad un immeritatissima ultima posizione.

L’epilogo della gara e di questo articolo è per riportare le mie, credo di poter dire “nostre”, impressioni sulla organizzazione. Siamo partiti consapevoli di partecipare ad una gara “pionieristica” ma siamo andati via tardissimo, vincenti e “leggeri”, rammaricandoci per la splendida giornata di sole persa e guardando il mare cristallino che ci salutava ed invitava al ritorno.

In sostanza da quanto abbiamo visto c’è da fare ancora tanto, tantissimo per pensare di organizzare la prossima edizione. Mi soffermo ad elencare solo le carenze macroscopiche che andranno risolte se si vorrà continuare a portare questo sport in Calabria.  Innanzitutto la puntualità nel via alle gare, perdere atleti per il ritardo è davvero assurdo, premiare chi vince (nessun premio di categoria “sigh” ed il podio femminile premiato solo su richiesta), nessun premio alle gare del sabato, peraltro giustificato dal fatto che, avendo sbagliato a livello organizzativo ed a seguito di “tagli di percorso” non rilevabili è stato impossibile stilare classifiche reali, cosa ancora più assurda e che rimanda ad un altro punto, cattiva organizzazione nel controllo dei giri in particolare con percorsi così corti. Da rilevare che lo stesso controllo fatto la domenica dai giudici campani (nomi orami noti quali Valente, Vitiello, Cotugno) dislocati in maniera razionale sul percorso non ha portato agli errori del giorno precedente. Non so a chi sia stato affidato il cronometraggio ma ho rilevato anche li errori gravi inutili da documentare in questa sede. Ed infine un percorso bike troppo pericoloso che ha portato numerose cadute e quindi, mio malgrado, assolutamente da rivedere… a meno che non vogliate farmi vincere per forza !!!!!

Tengo a precisare però che i bambini sono stati ben trattati e tutti premiati, come giusto che sia. Mi auguro che queste righe non vengano prese come una critica sterile ma facciano da sprone agli organizzatori per indirizzare anche nella regione Calabria tanti amici più o meno sani di mente a cimentarsi nella multidisciplina felici oltretutto di nuotare in un mare da sogno come capita spesso di trovare nelle gare in Salento.Giuliano Trematerra