…Serracapriola (FG), un duathlon lungo 280km!

 

Eccoci cari amici, veniamo a raccontarvi la nostra ultima gara, con la quale si potrebbe aprire anche una nuova rubrica (molti direbbero, dotto’! E’ mo’ bast’, co’ ste rubriche!!!), collocabile tra “emozioni da condividere” e  “gare”… il motivo? Ebbene noi raccontiamo, e voi poi ne trarrete le conclusioni.

Partiamo dall’orario “chiusura zona cambio della gara”: ore 17.30 e… andiamo all’orario di partenza da casa mia, dove attendevo il mio fraterno amico Angelo (Massimo era già sul posto o nei pressi): ore 15.10, avanti a noi 250 km e un paese sconosciuto da raggiungere entro l’orario stabilito!!!! Ma figuriamoci! Potevamo mai scoraggiarci!!! Siamo Ermestrani dentro! Anche se da poco tempo. 

Aggrediamo da subito la strada, la vediamo corre veloce sotto le ruote del nostro pulmino “pseudo-ufficiale”(vedi foto di Spoleto), rispettiamo il rullino di marcia anzi, mettiamo dentro anche un discreto margine di recupero, giungiamo così a Foggia, ma, d’istinto, ci impelaghiamo nel centro della città!  Dopo circa 10 semafori (sempre con il rosso!!) e relativi incroci, riusciamo a riprendere l'autostrada, ancora un’accelerata e recuperiamo di nuovo tempo prezioso, sono le 17.00 circa, quando imbocchiamo l’uscita di Poggioimperiale, restano 30 minuti e circa 20 km di strada sconosciuta da percorrere ancora! Ma, alla barriera di uscita,restiamo bloccati nella corsia dedicata al telepass, a causa di due auto in difficoltà con il passaggio automatico!!!! Io ed Angelo avremo voluto prendere il pulmino sulle spalle e superare così l’ostacola, ma con la pazienza che ci accomuna, aspettiamo il nostro turno confidando nell’aiuto di Dio (come sempre!); riusciamo, finalmente, a passare, mancano poco più di una ventina di minuti alla chiusura della zona cambio, ci immettiamo su una stradina di campagna, isolata, chiamiamo Massimo e lo avvertiamo del ritardo; dopo dieci minuti circa, continuiamo a percorrere questa strada isolata, ma, all’orizzonte, solo campi e nessun cenno di paesino, quando, dopo l’ennesimo scollinamento, vediamo un agglomerato di case, eccolo!! Esclamiamo in coro, e no!!!  Era solo il paese vicino, raggiunto il quale le indicazioni davano, per la nostra meta, ancora 4 km circa … sono le 17.15! Voliamo, ora è veramente un peccato non arrivare in tempo! Finalmente entriamo in Serracapriola! Riusciamo a parcheggiare, fortunatamente, vicino alla zona cambio, mancano poco più di 5,6 minuti, come due fulmini tiriamo via le bici, avvertiamo telefonicamente Massimo del nostro arrivo, e, indossati i caschetti, entriamo nella zona cambio! Sono le 17.28!!!! Ora ditemi voi se questa non è già una prima gara vinta? Ok, portata a termine la prima impresa, ora ci tocca, nella mezz’ora restante all’inizio della gara (ore 18.00): spogliarci, riscaldarci, preparare le bevande e presenziare al briefing!! Facciamo tutto in tempo, compreso le foto che abbiamo pubblicato, altra piccola vittoria! Finalmente la gara, quella vera, o meglio la seconda competizione della giornata; ragazzi, non avrei mai immaginato di scoprire alle pendici del Gargano un paesino così carino e ben tenuto, compresa l’organizzazione di gara, un po’ rigida ma efficiente: la prima frazione podistica, di 5 km circa, si snoda tra il paese nuovo e il perimetro del Castello e del borgo Mediovale (fantastici), con un belvedere mozzafiato, esaltato ancor più dalla luce del tramonto che iniziava a fare capolino all’orizzonte. Risulta subito impegnativa la frazione, il percorso ondulato, con strappi di pendenza discreta, però anche qui, come a Spoleto, Angelo prende il volo (del resto un “Angelo” non poteva fare diversamente!!!), e così Massimo, che però vedo a una distanza discreta. ll ritmo è alto, (la mia media finale, di questo giro è di 4’33” , massimale per me in questo periodo! Angelo addirittura tiene una media di 4’02”! Fra i due la media di Massimo, quest’ultimo, grandissimo nella frazione ciclistica!); arrivo alla zona cambio ed effettuo la transizione con una certa lentezza, un po’ per la fatica, un po’ perché, nella fretta, non avevo agganciato le scarpe alla bici (le tento tutte, pur di recuperare tempo!) e sistemato bene il caschetto, parto per la frazione in bici, uagliu’!!! Paesaggio spe-tta-co-lare e, in 20 km circa, solo un auto incrociata, che, tra l’altro, per farci spazio, si precipita nella campagna circostante! La frazione, dopo un 5,6 km di discesa, offre un misto, niente male, per poi concludersi, con gli ultimi 6,7 km di salita costante al 6%! (una passeggiata, per Massimo! Un grande!). Come avevo temuto (ma non mi auguravo) i crampi mi beccano a due km dal traguardo (questa volta però solo al polpaccio sinistro e, fortunatamente, dopo poche centinaia di metri di recupero, tendono ad attenuarsi per scomparire del tutto, per questo,devo, doverosamente, ringraziare l’amico Antonio, che mi ha suggerito, come rimedio, di fare qualche combinato in più!); arrivo alla zona cambio in discrete condizioni (ancora grazie, Antonio), effettuo una transizione, anche questa volta, lenta, ma parto con una buona riserva di energie nelle gambe, l’ultima frazione a piedi è, anch’essa, impegnativa, con uno strappo importante prima della passerella finale, lungo il corso Garibaldi, affollato di gente che, nonostante la mia non brillante posizione, mi ha applaudito calorosamente (li ringrazio di cuore, ma, sicuramente, l’applauso era più per la scritta ERMES!); arrivo bene nei pressi del traguardo (Angelo, come al solito, generosamente e discretamente, mi viene incontro, ma a me basta vederlo) e, a qualche decina di metri, vedo mio figlio (mio reporter personale!), gli vado incontro con il gesto dell’aeroplanino, battendo il cinque e godendomi il suo sorriso, che nulla può sostituire! Ora, prevalgono in me, la grande gioia di aver concluso una magnifica gara e quelle emozioni che mi sta donando uno dei miei tesori che mi acclama all'arrivo, gli altri due erano tra la gente, ma, con me, sempre!… Taglio il traguardo, sono felice. 

Ora, miei cari, concedetemi questa doverosa appendice, tanto importante, quanto tutto quello che finora abbiamo descritto, anche se si collocherebbe bene, nelle “emozioni da condividere”; ebbene, dopo esserci idratati a dovere e aver consumato , all’arrivo, diverse fette di anguria (buonissima!!), abbiamo ritirato le bici e, una volta indossato un abbigliamento asciutto, ci siamo diretti alla zona premiazione, per il solo motivo che dovevamo incontrarci, come da accordi, con la persona che ci avrebbe dovuto accompagnare alle camere; ebbene, mentre eravamo in attesa, ecco che lo speaker acclama, come terzo classificato di categoria, Canfora Massimo della Ermes Campania!!!! Angelo ed io, presi in contropiede ci guardiamo sorpresi ma felici, e Angelo, in mancanza di Massimo (già ripartito), si precipita sul palco…ma le liete sorprese non sono finite! Infatti quando Angelo si presenta in sostituzione di Massimo, qualificandosi con il suo cognome e il nome della squadra, lo speaker si congratula ulteriormente, in quanto, lui, è secondo di categoria! EVVIVA!!! Ritiriamo i premi in natura e dopo le mie felicitazioni e la giustificata gioia, andiamo a sistemarci nelle camere; altra bellissima sorpresa! Siamo allocati in appartamenti in pieno centro storico! La serata passa piacevolmente tra una pizza all’aperto e una passeggiata sul corso affollato di gente e di gruppi musicali, una chiacchiera e una birra a volo e poi, più che soddisfatti, ci ritiriamo nei nostri rispettivi appartamenti. 

Il giorno seguente, dopo una tranquilla colazione e dopo aver preparato i bagagli, lasciamo il paesino e ci dirigiamo verso il mare, dove trascorriamo qualche oretta con tuffi defaticanti e, soprattutto, divertenti, e tra spruzzi di acqua e pallonate varie! Ancora più piacevole il pranzo, che improvvisiamo sotto un gazebo, in aperta campagna, baciati da una piacevolissima brezza, in un agriturismo scelto a caso, lungo a strada … come è vero! Le cose meno sono programmate, e meglio le vivi. Nel pomeriggio, dopo una sosta/siesta, sulle sponde di Marina di Lesina, giocando a pallone e chiacchierando, ci spostiamo, per una breve tappa religiosa, presso la chiesa della Madonna Nera dell’Incoronata, posto particolare come tutti i posti di culto … ma, una volta avviatoci verso casa, macchiamo subito la nostra sosta religiosa, quando, Angelo, alla vista di un bellissimo campo di pomodori, ferma il pulmino e ci invita a fare una piccola “spesa” ortofrutticola … vi posso assicurare, sono risultato un vero imbranato! Ma è stata un’esperienza, emotivamente, non inferiore a tutte quelle che vi ho appena descritto!!!… beh, il nostro viaggio volge alla fine, abbiamo concentrato in poco più di 24 ore una serie di emozioni che sicuramente questo nostro racconto non potranno mai rendere, ma speriamo e ci auguriamo, di averle fatte, almeno, sfiorare … un abbraccio a tutti. 

 

                                                                                                 Giuseppe, Angelo e Massimo.