Il battesimo dell’Olimpico con la testa al…

Eccoci di nuovo, la coppia che scoppia al “battesimo olimpico”, arricchita, questa volta, da un terzo protagonista, il mitico Pasquale Giordano, new entry della famiglia Ermes, a cui va tanto di cappello per il battesimo, ma, soprattutto, per averlo affrontato con una incompleta preparazione specifica (tanta bici e corsa, ma pochissimo nuoto). 

Detto questo, andiamo alla cronaca dei fatti: come al solito si parte dal viaggio, questa volta intrapreso a tempo debito (vedi duathlon di Serracapriola!!!), ma non privo dell’immancabile suspense, non da poco:” dove avremo alloggiato per la notte??” Ebbene sì, non avevamo alcuna prenotazione alberghiera, fiduciosi del Cielo, che non ci avrebbe mai abbandonato e… della tenda da campeggio che avevamo con noi … alla fine, ha provveduto, fortunatamente, il Cielo, infatti, durante il viaggio, Pasquale, che si trovava già nei pressi di Numana, a casa di Giuseppe, suo fratello, ci anticipa, telefonicamente, che avrebbe potuto, grazie a questi, mettere a disposizione un camper per raggiungere la zona della gara e passare così  la notte … ottima soluzione!!! Grazie Pasquale, grazie Giuseppe ma soprattutto grazie a Te che vedi e provvedi da lassù! Ovviamente, prima, abbiamo provveduto in fretta e furia a stampare, sulla fiancata dello stesso, il logo della squadra … del resto, gara più impegnativa, mezzo di locomozione superiore (vedi Spoleto) !!! 

Non posso esimermi dall’ annotare, nella stupenda agenda delle emozioni che ci attendevano, la grandiosa ospitalità del fratello di Pasquale e della gentile consorte che, oltre a mettere a disposizione il suddetto camper e permetterci di imbrattarlo, ci ospita per la cena, con tanto di partita del Napoli, unico piccolo neo della serata, visto il deludente pareggio casalingo, per il resto piacevolissima al cospetto della splendida e ospitale compagnia.   

Appena dopo cena, in camper, abbiamo raggiunto, a pochi chilometri di distanza, il posto della gara. Posizionato il nostro camper, la sistemazione notturna vede Angelo, con tanto di sacco a pelo, io in tuta invernale, doverosamente firmata SSC Napoli, e Pasquale, in rigoroso pigiama estivo e senza alcuna coperta! … la notte trascorre tranquilla, eccetto per quel tintinnio fastidioso dei denti di Pasquale, “un po’” infreddolito …

Il mattino seguente, ci risvegliamo di buon’ora e, dopo aver “scongelato” l’ibernato Pasquale (sembrava il furetto del film “Era Glaciale)”, veniamo immediatamente rapiti da uno spettacolo mozzafiato … la sera prima, infatti,  un po’ per l’oscurità un po’per la stanchezza, non avevamo notato il posto dove eravamo sistemati, che, alle prime luci dell’alba, appare in tutto il suo splendore, offrendo alla nostra vista uno spettacolo straordinario e indimenticabile: eravamo, fermi praticamente ai margini della spiaggia e le prime luci del giorno, la dipingevano con dei colori, dei profumi, delle sfumature e un silenzio indescrivibili, degne di un quadro del miglior paesaggista; ora, provate a immaginarci, mentre consumiamo la nostra prima colazione, al cospetto di tale spettacolo offertoci da madre Natura!!! Altro che doping!!!! 

Rapiti e esaltati dallo scenario naturale, il tempo scorre veloce, e cosi, tra abbigliamento che vola, borracce varie e preparazione dell’attrezzatura, tanto per tenere alta la tradizione, arriviamo in zona cambio appena poche decine di minuti prima della chiusura della stessa (e dire che avevamo il camper fermo a meno di 1 km!!!) … prima sorpresa, la quasi totalità degli atleti era in muta! Noi tre, non l’avevamo, o meglio, Pasquale ne era completamente sprovvisto, la mia, come quella di Angelo, erano “teneramente” riposte nelle borse lasciate nel camper; ecco il tocco di magia di Angelo (anche questa volta di nome e di fatto), che non ancora nella zona cambio, fa dietrofront e “vola” a prendere la muta, io, bloccato in zona cambio, non essendo riuscito ad avvertire Angelo, resto senza muta … pazienza! L’atmosfera mi sembra buona e, pur circondato da pochissimi concorrenti sprovvisti di muta, confidavo nella buonissima giornata che stava man mano fiorendo, riservandomi di “saggiare” l’acqua per rendermi conto di cosa mi sarebbe successo … seconda manna dal Cielo! Il mare, amici miei, una favola non solo a vederlo ma anche a “saggiarlo”, una temperatura, a dir poco, perfetta, mi rianimo e riprendo, così, la concentrazione, seguendo le solite procedure che ci conducono alla partenza … ecco, siamo tutti pronti, batto il cinque ai miei amici d’avventura, che dopo qualche minuto perdo di vista, tra gli spruzzi d’acqua di un mare favoloso, sono nella bolgia di partenza , urti e manate varie non si contano, poi pian piano, stabilito il mio ritmo di bracciata, le cose si tranquillizzano; la prima frazione si svolge lungo un percorso di 750 mt, da ripetere, previo un brevissimo passaggio sulla spiaggia, due volte, riesco a nuotare con una certa regolarità, ho il freno un po’ tirato, e questo perché non conosco la tipologia di gara e la paura di esaurire subito le forze è predominante; al secondo passaggio, sento le energie immutate,  le ultime centinaia di metri, le affronto un po’ più allegramente e anche più rilassato; esco con  buona lucidità e mi avvio alla zona cambio, con scioltezza  indosso il casco e monto in bici, la frazione di bici si svolge su un percorso agevole, di tre giri, leggermente superiore ai 40 km, con un unico sali e scendi di poche centinaia di metri, costituito da un cavalcavia, riesco a percorrerli in ottima lena , al primo giro mi alterno con diversi concorrenti senza riuscire ad accodarmi ad alcuno, meglio l‘ultimo giro e mezzo, grazie a un gruppetto di altri due compagni di avventura, con cui scambio regolarmente il ritmo, consentendomi di portare a termine, con meno fatica e con una buona media (33.1 km/h), la frazione; siamo all’ultima fatica, quella podistica, qui rallento, come avevo previsto, al momento, la corsa, mi crea qualche problematica di ritmo e tenuta, lo so e avevo cercato di conservare le energie per questa frazione, la cosa sembra aver dato i suoi frutti, non ho sicuramente brillato, rispetto alle precedenti frazioni, ma le energie erano giuste, tanto da percorrere l’ultimo km in crescendo; in tutto questo, Angelo mi ha raggiunto e superato a metà del primo giro di corsa (anche questo del tutto previsto, ma avrebbe fatto ancor di più se non avesse la penalità della frazione di nuoto) tagliando cosi il traguardo 5, 6 minuti prima … 

E in tutto questo, che fine ha fatto il mitico Pasquale? Bene, non pervenuto nel corso delle prime due frazioni, lo incrocio al suo primo giro a piedi, sembrava in completo “trip”, sguardo perso nel vuoto che gli impedisce una valido riflesso di reazione al mio incitamento, ma al secondo incrocio appare al quanto ripreso, tanto da tirare fuori anche la forza di rispondermi al saluto!!! E’ vivo, ho esclamato con sollievo!!! Scherzi a parte, va un plauso particolare, soprattutto per lo spirito combattivo e di sacrificio che ha mostrato in questa gara e, vi posso assicurare, non solo in questa, grande Pasquale!!! … ecco l’arrivo, sono come sempre felice, ancor più quando vedo l’amico Angelo già pronto a rifornirmi con qualche alimento … ovviamente, il divertimento, non termina qui, infatti nei pressi del traguardo, spicca una piazzetta arredata da una vasca d’acqua di una quindicina di metri, con delle fontane, dove, insieme ad altri concorrenti, ci siamo piacevolmente immersi, fino alle ginocchia, per un favoloso sollievo offerto alle nostre provate articolazioni, per non dire della straordinaria sensazione di freschezza generale. 

Al ristoro, provvediamo a riequilibrare le nostre energie con bevande e qualche crostata, fatto ciò, si punta dritti al “corner rilassamento”, messo su dalla splendida organizzazione, dove, ci siamo ciucciati un gran momento di completo rilassamento su panca fit e, Angelo, anche un massaggio muscolare defaticante; ebbene, cari amici, penso che questo poteva già bastare per incoronare la giornata, ed invece, eravamo, appena, a metà strada. 

Tornati al camper, il mare azzurro faceva capolino a poche decine di metri, e, dopo pochi minuti ci ha accolti per un tuffo rilassante, come rilassante è stata la bella chiacchierata sulla riva; non avremo voluto muoverci più, mare stupendo, pochissime persone, sole caldissimo, splendida compagnia … ma, bisognava chiudere con il fiocco la giornata? Bene, identificato un localino a poche centinaia di metri dal camper, che, tra l’altro, durante la frazione podistica, aveva attirato già l’attenzione olfattiva di Angelo, la missione andava conclusa degnamente, e così, messo su un bel menù a base di pesce, innaffiato da un buon vino bianco frizzante, abbiamo continuato la nostra piacevole chiacchierata … cumpa’, ma che se vuleve e’ cchiu’!! 

Siamo all’epilogo di una ennesima, stupenda e inebriante avventura, restava solo riprendere la strada di casa, con i suoi 415 km, ma, rilassati e soddisfatti come poche volte, nulla avrebbe potuto mai infastidirci … ci mettiamo in moto, unico compagno di viaggio, oltre Angelo, la felicità e la certezza che quella frase impressa sulle nostre magliette:” Le cose più semplici, sono le più straordinarie …” ha sicuramente un fondo di pura e santa verità. Meditate gente, meditate … 

Un Abbraccio sportivo a tutti.

Giuseppe Angelo e Pasquale.