Triathlon Olimpico di Bari 2012: II tappa circuito area sud.

Anche questa volta la Ermes risulta essere fra le compagini più rappresentate nella competizione. La gara ormai è tappa fissa e collaudata anche se sempre ricca di imprevisti. Il numero complessivo dei partecipanti supera le 200 presenze, costringendo quindi gli organizzatori a formare due batterie che partiranno distanti l’una dall’altra di pochi minuti. 

Come detto gli ermestrani non sono pochi, ci sono: io, Enrico, Daniela e Ciro (e i due bambini), Maurizio, Giuseppe e Angelo con rispettive famiglie, Giovanni Del Vecchio, e l’immancabile Manuela. 

Causa partenza gara prevista per le nove del mattino di domenica 20 maggio siamo costretti piacevolmente a partire il giorno prima. L’appuntamento per la maggior parte di noi è per la sera prima all’Hotel 7 mari. Io ed Enrico siamo i primi ad arrivare e decidiamo di fare subito una capatina sul campo gara ed al ritiro pettorali. Ritirati i pacchi, decidiamo di testare il campo gara e di farci un giro sul percorso della frazione in bici. Qui con grande rammarico, ci accorgiamo subito di come il manto stradale sia martoriato. 

Al ritorno in albergo, costringo il povero Enrico, ormai abituato a caricarsi più del dovuto, di farci un giro per il centro storico di Bari. Alla mia terza venuta a Bari non volevo non visitarlo anche questa volta. Bello e affascinante. Si nota subito l’influenza architettonica dovuta al sua affaccio sull’Adriatico. Il suo essere Magna Grecia prima, città gotica, normanna e borbonica poi. 

Domenica mattina: la gara. Sulla bici di Daniela c’è un “piccolo” amuleto. Si fa di tutto per proteggersi dalle forature. Enrico parte nella prima batteria, il resto di noi nella seconda. La frazione in mare, diversamente dall’anno precedente, prevede un percorso a triangolo rivolto verso il largo. Ci sono un po’ di onde contrarie ma nulla di particolare. I primi di noi ad uscire dall’acqua sono, senza ombra di dubbio, Ciro e Daniela, seguiti poi da tutti noi. Nella frazione in bici, osservando i tempi, spicca l’ottima prestazione di Maurizio che recupera non poche posizioni. Anche Angelo, Giuseppe, Enrico ed il resto di noi meno uno si comportano bene. Si, il resto meno uno. Il “meno uno” di cui si perdono le tracce. Che fine ha fatto? Lo troviamo lì, seduto ai bordi della periferia di Bari, zona giro di boa, che aveva deciso di esercitarsi nel cambio camera d’aria (anteriore e poi posteriore) sotto gli occhi di spettatori incuriositi (anche troppo) che gli sottoponevano anche domande sulle operazione che stava effettuando a cui lui rispondeva senza batter ciglio e con calma ancestrale. Nella terza frazione Maurizio conferma le sue doti di podista, riuscendo ad entrare fra i primi cinquanta, successivamente troviamo l’ottimo Ciro, seguito da Angelo, Giuseppe, Giovanni Del Vecchio ed Enrico. Io cerco di recuperare l’irrecuperabile, termino la gara fra i complimenti di Ciro e Daniela e l’incredulità di tutti gli altri. Non sono stato l’unico a bucare e ciò non è un bene per gli organizzatori che dovevano prestare maggior attenzione alle condizioni del manto stradale. Fortunatamente nessuno si è fatto male. 

No, non le stavo per dimenticare. Daniela è quinta assoluta e seconda di categoria: peccato per l’ultima frazione che le fa perdere non poche posizioni. Manuela è ottava e seconda di categoria; la bici non è proprio il suo forte: secondo peccato.