Triathlon a Vieste e il buon senso dei Giudici Fitri

Pubblico senza indugio la lettera che mi ha inviato oggi il nostro Dott. Tomasino. Alla fine un mio piccolo commento.

Almeno trionfa l’onestà…

Cari amici, durante la manifestazione di Vieste, a cui ho partecipato, mi è stata inflitta una penalizzazione di squalifica a dir poco smisurata, la cosa mi è stata comunicata dopo qualche giorno da Luigi, visto che non guardo mai le classifiche, e colto da profonda amarezza per la vicenda e soprattutto per il significato morale della stessa, che pongo al di sopra di tutto, mi sono deciso a scrivere, a tutti i vertici Fitri, la seguente lettera:

Un po’ di buon senso … non gusta mai.

Egregio/i responsabile/i del settore arbitri FITRI,

vi scrive uno “Sportivo” che da un po’ di anni si è dedicato a questa magnifica attività della multi disciplina, ho un trascorso di discreto sportivo, convinto e di lunga militanza; una delle considerazioni immediate, che maggiormente mi ha colpito di questa disciplina, rispetto alle tante altre svolte, è la correttezza e le qualità morali di coloro che la praticano, questo a tutti i livelli; premesso ciò, vengo al dunque, Domenica 16 giugno ho partecipato al Triathlon Olimpico del Gargano, tenutosi a Vieste, una bella manifestazione, in una cornice paesaggistica stupenda; ho concluso dignitosamente la gara, come mi ero prefissato, sia in termini di condizioni fisiche finali e sia di tempo totale, quindi, estremamente soddisfatto, quando vengo a conoscenza, qualche giorno dopo, per via del mio stimatissimo presidente, di una squalifica inflittami per una scorrettezza durante la frazione di nuoto, bene, rifacendomi alla premessa, confermo che le regole, se ci sono, vanno rispettate e se infrante  giusta è la penalizzazione, nel caso l’infrazione stessa abbia determinato un palese vantaggio a danno dei compagni di avventura …  ma un attimo di riflessione su questo punto è legittimo, vista l’amarezza e la mortificazione subita; la frazione di nuoto  ero convintissimo di averla condotta  in maniera regolare, (tra l’altro sempre in un gruppo con almeno una decina di persone che avrebbero dovuto subire la stessa punizione), tant’è che ho passato delle ore a pensare cosa fosse successo  e, alla fine, l’unico probabile motivo di squalifica dovrebbe essere stato l’aver tenuto la penultima boa (distante qualche centinaio di metri in linea dall’ultima,) sulla mia sinistra invece che alla destra …  ora mi chiedo, quale è stato il vantaggio palese e rilevante rispetto agli altri concorrenti? Ho terminato la gara in 2h e 44 min 15sec, quindi tra la 130° e 140° posizione, su circa 180, la frazione di nuoto è per me quella che al momento mi riesce meglio (la frazione di tempo finale era perfettamente in linea con i miei normali tempi sulla distanza dei 1500 mt), ho 49 anni compiuti, sono un professionista sposato con due figli, di cui uno disabile (autismo),e dico questo non per pietismo, ma perché il dover andare a Vieste mi è costato in termini organizzativi e economici non poco, anzi … ancora, la preparazione stessa ad una gara impegnativa come l’olimpico, è frutto di sacrifici non solo fisici, ma soprattutto di tempo, da trovare tra gli innumerevoli impegni familiari e lavorativi, e, non ultimo, la mia età non proprio giovanile, e allora mio/e caro/i responsabile/i, non sarebbe più corretto e rispettoso, vestirsi di un minimo di elasticità, segnalando, senz’altro, l’infrazione, magari con una riserva scritta da sciogliere successivamente laddove si palesi la cattiva fede del concorrente o nel caso lo stesso acquisisca una posizione di classifica finale tra i primi posti?

Non sarebbe meglio dire ai giudici di gara, che esistono, nello sport come nella vita, dei comportamenti di assoluto rispetto delle regole ma con valutazione ad hoc laddove le regole vengano infrante di proposito e/o con un fine ben stabilito …?  La buona fede dovrebbe dare il buon senso di chiudere gli occhi o ammortizzare la penalizzazione in modo da non gettare a mare i tanti sacrifici fatti, per non trasformare una modalità educativa in mortificante per la passione sportiva. Infatti, miei cari, ad ora, vi posso garantire, che l’unico risultato, di un giudizio affrettato e di poca personalità e carattere, è stato di aver mortificato un persona e averla allontanata  da uno sport che fino a qualche giorno fa riteneva perfetto, del resto, è sempre l’uomo che rovina le cose belle (vedi il rapporto con la natura).

Pertanto, penso che il danno di questo vostro giudice (parola grossa, in questo caso, vista la etimologia della parola), sia stato grave e grossolano con un palese svantaggio all’intero sistema, mortificando e  allontanando persone come me, che non sono dei top o elite, ma onesti Sportivi pieni di volontà, educazione e propensione al sacrificio fisico ed economico, su cui, molto spesso, si regge l’intero sistema … perdonatemi se ho abusato della vostra pazienza e attenzione ma, le mie modeste esperienze di vita, mi hanno insegnato che le cose piccole fanno le grandi cose.

Mi auguro una vostra risposta adeguata, affinchè possa ritornare in me la emotività che questa disciplina mi ha trasmesso fino a qualche giorno fa.

Giuseppe Tomasino, orgogliosamente Ermes Campania Triathlon. 

… la risposta non è tardata,

e il giorno seguente mi ha contattato personalmente il responsabile nazionale dei giudici di gara, Andrea Homberger, che ha preferito telefonarmi piuttosto che rispondermi via mail, il quale, dopo una cordiale e garbata discussione, si è riservato di verificare di persona con il giudice, l’accaduto … bene a distanza di 48 ore, mi ha richiamato, confermandomi tutto quello che avevo scritto, confermato a sua volta dal giudice di gara (!): “… erano in diversi che hanno tenuto la boa a sinistra ma senza rubare neanche un metro e con un allineamento delle stesse non perfetto, ho cercato di segnalare la cosa ma senza riuscirvi perché gli atleti erano intendi a nuotare, a quel punto, ho visto la sola cuffia del concorrente n 200 e ho provveduto come da regolamento a squalificarlo …”

Il responsabile, ha inoltre aggiunto, che, viste le suddette condizioni, se avessi esposto ricorso entro l’orario stabilito, lo stesso sarebbe stato accolto al 100% ... ma, cari miei, a me non interessa questo,

io la gara l’ho portata a termine con “dignità e onestà”, e unicamente questo che ho interesse a dimostrare, il resto è umano e quindi, spesso, con scarso buon senso.

 

Umberto: il Triathlon è uno sport che affascina le persone perchè è vario e anche molto complesso. Cerco di spiegarmi meglio.

Per andare bene e alla fine divertirsi serve tutto: una buona preparazione fisica e mentale, una grande capacità di organizzazione del tempo, la capacità di adattarsi a contesti sempre diversi, .... Fin quì ci sono in prima linea gli atleti, ognuno al proprio livello e le loro famiglie. Una organizzazione perfetta delle gare è un requisito che diamo per scontato ma così sempre non è. Io ho partecipato a poche gare ma posso segnalare diversi eventi sconcertanti. Uno su tutti la zona cambio di Castelvolturno 2012 (i primi avrebbero trovato l'ingresso in T1 chiuso dal nastro se non avessi segnalato la cosa a pochi minuti dallo start) e la mancanza di acqua ai rifornimenti in pieno Luglio. Le carenze dei Giudici sono un aspetto umano come le carenze degli organizzatori.

Io credo che sia bello credere che, in questo sport ancora giovane e in un ambiente pieno di entusiasmo, possiamo migliorare tutti ad ogni livello e in ogni ruolo e praticare il triathlon con passione coinvolgendo un numero sempre più ampio di persone.

All'ingresso del Centro Sportivo di Preparazione Olimpica di Roma ho trovato questo cartello...