Ironman - Zurigo 2015 - I sogni possono avverarsi

Quando Giuseppe Tomasino racconta le cose lo fa sempre con una sensibilità e una semplicità che danno a tutti entusiasmo e voglia di far bene. In realtà è tutta la compagine Ermes che ha paretecipato all'Ironman di Zurigo 2015 ad essere speciale. Giuseppe, Angelo e Massimo, persone di grande cuore e ottimi atleti, attenti alle cose che contano. Per me è una fortuna averli conosciuti.

In calce il racconto di Giuseppe e la foto che ritrae i tre nella fortunata trasferta.

I sogni possono avverarsi…

E proprio così, quando ho iniziato questa splendida avventura del triathlon, grazie alla grande creatura del presidente Mastriani, la Ermes Campania Triathlon, alle prime gare mi capitava di vedere atleti indossare la maglietta di finisher di un 70.3 o addirittura di un ironman … dico addirittura, perché era immensa l’ammirazione verso questi atleti che avevano tagliato un traguardo limite per chi pratica uno sport e soprattutto questo sport … ne parlavo spesso con Angelo, considerando la cosa come mai possibile per me, che venivo da diversi sport come dal podismo, e quindi cosciente di cosa significasse correre una maratona, e, il solo pensiero di ricorrerla dopo 4 km di nuoto e 180 e più km di bici lo rendeva, per me, un traguardo sognato ma  difficilmente realizzabile … e invece, una tappa alla volta, cadenzata dalla voglia di misurarmi sempre di più con me stesso, per alzare la mia personale soglia di adattamento a ciò che la vita mi ha dato da gestire, quel mio pezzo di cuore da portare avanti nel migliore dei modi fino a quando il Dio mi darà la forza,  ha fatto si che il sogno diventasse realtà … “Giuseppe, you’re AN IRONMAN!!!”  la voce che alle 22,50 del 19 luglio 2015 in quel di Zurigo in una delle tappe europee della grande manifestazione mondiale riecheggiò e riecheggerà ancora per molto nella mia mente, come tutto ciò che ha caratterizzato le 15 e passa ore di competizione, la fatica, la concentrazione, la sofferenza, la voglia, la determinazione, l’amore per mio figlio  e non ultimo i miei compagni d’avventura e, non me ne vogliano, ma ancor più, i loro splendidi familiari che nei momenti topici sono stati tra i determinanti a non farmi mollare  … bene, ma alla fine di questa mia breve descrizione, sento di affermare che, quella giornata, è la celebrazione, è una emozione unica, è il top, ma … l’IRONMAN, per me, è soprattutto i mesi di preparazione che lo precedono, tutto ciò che fa parte di quel periodo, gli allenamenti (fatti per la maggior parte da solo), la preparazione nel tempo dell’attrezzatura e la relativa competenza di chi mia ha consigliato (Peppe Biondi del PTS, Francesco Franzese di ciclo sport), i dettagli, la cura della integrazione e dell’alimentazione, le ore passate da solo a correre, nuotare, pedalare cercando di capire cosa migliorare ma soprattutto se avessi avuto la forza di terminare il tutto, i pochi allenamenti fatti con splendide persone, come il coach Peppe Biondi, che mi ha dato la possibilità scientifica e morale di capire i miei limiti e se non fossero troppo al di sotto di quello che mi stavo accingendo a fare … io penso che questo, soprattutto, sia un IRONMAN e, quel giorno che lo completi, è la ciliegina su una torta che continuerai a gustare per tutta la vita …